Il web 2.0 e il social network: il giusto marketing per tutte le aziende?


Le persone sono i protagonisti del web 2.0

La realtà del web sta cambiando; con l’avvento di quello che viene definito come Web 2.0 si passa da semplici siti a veri e propri servizi online. L’espressione più visibile sono i blog ed i social network, tutti strumenti collaborativi e di condivisione dei contenuti, che vengono spesso considerati dalle aziende come un mezzo sicuro ed economico per fare della pubblicità; ma non è sempre così.

Quante volte abbiamo sentito dire dai clienti: “La mia azienda è al passo con i tempi, siamo presenti su Facebook e Twitter, abbiamo creato un gruppo su Linkedin ed abbiamo anche un nostro blog! Deve sapere che per noi è importante creare un rapporto vero con il nostro consumatore”. E fino a qui tutto bene, giusto, ma poi: “Siamo riusciti a minimizzare tutti i costi. Abbiamo preso uno stagista smanettone informatico per sei mesi, con il rimborso spese ce la caviamo” oppure “Una volta ogni due mesi facciamo fare un articolo all’ufficio marketing da pubblicare sul blog; in mezz’ora lo fanno e poi possono continuare con il loro lavoro”. Sbagliato, molto sbagliato!

L’elaborazione di una campagna pubblicitaria online deve essere ben pianificata e svolta. A volte, anche dopo un accurato studio ed un discreto investimento, capita che vada tutto a rotoli. Altre volte invece capita che fili tutto liscio come l’olio, con un eccellente riscontro da parte del pubblico.
Ma allora cosa bisogna cercare di fare per avere successo soprattutto nei social network??

Il comune denominatore di tutti i social network è l’identità personale dell’attore: questi “strumenti” sono costituiti da un insieme di persone legate da una serie di interessi che formano dei gruppi, amicizie e comunità.
Le aziende, quindi, devono cercare di costruirsi un’identità; come può un’azienda che non ha una personalità e degli ideali definiti pretendere di avere “degli amici”?

E' importante capire quale/i social sono più adatti al business della propria azienda

Ecco allora che non bisognerà dire le stesse cose che si pubblicizzano sui depliant, cercando invece di coinvolgere le persone in scelte e decisioni. La Fiat per esempio chiedeva all’utente come voleva chiamare la nuova 500 nella versione rosa pastello e mostrava un video su come è stato studiato il design della nuova Bravo, mantenendo alto il livello di coinvolgimento della persona che con buone probabilità ne parlerà agli amici ed ai colleghi.

Inoltre se si vuole essere social, allora bisogna fare il social. Nei social network si comunica, non si informa e basta. Se l’azienda scrive qualcosa che non piace ad un utente, il quale puntualmente lo fa presente commentando negativamente, non bisogna cancellare il commento, ma rispondere, motivare e giustificare. D’altronde è normale che qualcuno non abbia e non condivida le nostre idee. Questo atteggiamento propositivo ed autocritico non farà altro che rafforzare la propria reputazione online, facendo trasparire la professionalità e l’apertura verso i propri consumatori.
Riteniamo inoltre che dalle segnalazioni e dai commenti dei propri utenti ci sia molto da imparare, per migliorarsi quando serve, o per confermare le proprie aspettative quando si ha lavorato bene.

In conclusione secondo noi i social network non sono adatti a tutte le aziende, quindi non bisogna farsi prendere dalla “moda del momento”, ma ponderare bene la scelta ed essere consapevole degli impegni e dei costi da affrontare per esserci davvero. Non essere presenti su facebook o su twitter spesso è meglio che essere presenti in modo del tutto inappropriato.


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David

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